LE VARICI DEGLI ARTI INFERIORI – La terapia sclerosante

Cosa sono le varici degli arti inferiori?

Si tratta di una condizione frequente soprattutto nelle donne (tra il10%ed il30% della popolazione italiana). Il fattore predisponente fondamentale è una tendenza costituzionale (familiarità), sulla quale possono agire in varia misura altri fattori quali ad esempio la posizione eretta prolungata (abitudini di vita e di lavoro), la gravidanza, il sovrappeso.  Le vene, che normalmente devono riportare il sangue dalla periferia verso il cuore (flusso),presentano alloro interno delle valvole che devono impedire al sangue stesso di tornare verso il basso (reflusso) sotto la spinta della forza di gravità; quando queste valvole si “inde­boliscono”, e non riescono a  svolgere la loro funzione, il sangue  tende a ristagnare in basso (stasi),le vene si dilatano e divengono tortuose peggiorando progressivamente.

Le varici,esteticamente sgradevoli,si accompa­gnano anche a sintomi quali dolore,pesantezza, affaticamento,prurito,crampi notturni e gonfio­ re delle gambe (edema),che possono accentuar­ si con il calore;tenere gli arti inferiori sollevati determina generalmente sollievo.

Con il passare del tempo i disturbi  tendono  a peggiorare e a determinare condizioni di cattivo nutrimento dei tessuti delle gambe che divengo­ no di colore sempre più scuro;possono aprirsi delle lesioni (ulcere) di difficile  guarigione. Le varici possono inoltre complicarsi con episodi di “flebite” (trombosi superficiali).

 

Cosa sono i capillari?

l cosiddetti “capillari” sono piccole vene dilatate di colore blu o rossastro, solitamente associate a  varici  appena più  grandi  di colore  verde (complesso reticolo-teleangectasico),che sono visibili perché localizzate appena al disotto della pelle. Possono presentarsi isolate o associate  a malattia delle vene maggiori del distretto, e non vanno etichettate come un problema esclusiva­ mente estetico.

 

Cosa bisogna fare per una diagnosi corretta?

È opportuno sottoporsi ad una visita dal medico Specialista in Malattie Vascolari che di norma eseguirà un esame Clinico Anamnestico e un esame Ecocolordoppler, al fine di un completo e corretto inquadramento della condizione del paziente. Dopodiché sarà possibile programma­ re e proporre un piano terapeutico, che potrà essere solo conservativo (compressione elasti­ca, farmaci e norme comportamentali) o com­ prendere trattamenti correttivi,come la Sclero­terapia.

 

Che cosa è la scleroterapia?

La scleroterapia può essere utilizzata  per il trattamento sia delle varici sia delle teleangectasie.

Con l’ausilio di un ago, che per i “capillari”  e le piccole vene è molto sottile,viene iniettato nelle vene un liquido con azione irritante sulla parete del vaso,che determina la riduzione di calibro o la chiusura del vaso stesso ed il suo successivo riassorbimento.

La scleroterapia è in grado di attenuare, nella maggior parte dei pazienti, i sintomi correlati alla presenza delle teleangectasie e delle varici, e di migliorarne l’impatto visivo. Questa proce­dura consentendo il trattamento  dei disturbi venosi in una fase molto precoce, aiuta  a preve­nire ulteriori complicazioni.

Di norma  sono  necessarie diverse  sedute di scleroterapia per ciascuna regione venosa; in dipendenza dal tipo e dal numero  di vene da trattare, si possono eseguire numerose iniezioni per ciascuna seduta; la durata di ogni seduta è di circa 20 minuti.

Dopo una sessione discleroterapia si può imme­diatamente tornare alle proprie attività. Potranno essere prescritti creme, bendaggi o calze elastiche, da indossare per alcuni giorni fino ad alcune settimane,al fine di accelerare il proces­so di riassorbimento delle vene.

Dopo un trattamento di scleroterapia possono residuare ecchimosi e/o pigmentazioni.

Le ecchimosi scompaiono nel giro di1-2 setti­ mane;le pigmentazioni, sebbene svaniscano quasi sempre,possono tuttavia talvolta rima­ nere visibili per alcuni mesi.

Cicatrici o altre complicazioni,la più importante delle quali è la reazione allergica,sono molto rare.

 

Le grandi vene varicose possono essere curate con la terapia sclerosante?

La terapia sclerosante può essere ritenuta il trattamento di scelta,  dopo una visita angiologica ed un esame ecocolor-doppler, delle  grosse  e piccole  vene superficiali   e profonde.

Anche le varici reticolo-telengectasiche (ovvero i cosiddetti capillari) possono essere trattate con la terapia sclerosante?

In questo caso la terapia sclerosante è certa­mente il trattamento di prima scelta.

La tecnica non è dolorosa, se effettuata  da mano esperte,e genera solo un modesto fasti­ dio che ;10n è superiore a quello provocato dal laser, ancora attualmente  riservato a casi selezionati e rari.

 

La scleroterapia garantisce risultati definitivi?

Se la cura viene effettuata  dopo una corretta diagnosi e secondo una procedura clinica­ mente rigorosa,i risultati sono soddisfacenti e relativamente stabili nel tempo. Tuttavia, essendo le variciuna patologia cronica, neces­sitano di periodici controlli ed eventuali ripre­se terapeutiche, al pari di ciò che avviene in oltre  situazioni, come ad èsempio le cure odontoiatriche.

 

Quali tecniche si eseguono per la sclerotera­pia delle grosse vene?

Attualmente la tecnica più accreditata preve­de l’iniezione di agenti sclerosanti allo stato liquido  o di schiuma (mousse) sotto  guida ecografica. Ciò consente la massima efficacia in condizioni di massima sicurezza,in regime ambulatoriale.

 

La terapia sclerosante dei capillari come si realizza?

Tale terapia si effettua,  sempre in regime ambulatoriale, utilizzando agenti sclerosanti allo stato generalmente liquido poco aggressi­vi e aghi estremamente sottili.

La terapia sclerosante,sia dei capillari sia delle grosse vene, prevede la mobilizzazione preco­ce del paziente e non impedisce lo svolgimen­to delle normali attività quotidiane.

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