Chi ha il colesterolo alto può mangiare il baccalà?

Chi ha il colesterolo alto può mangiare il baccalà?

Il colesterolo alto è una delle principali condizioni di rischio per la salute cardiovascolare. Chi ne soffre deve prestare attenzione all’alimentazione quotidiana, scegliendo cibi in grado di proteggere cuore e arterie senza rinunciare al gusto.

Uno dei dubbi più comuni riguarda il baccalà: è un pesce consigliato o da evitare in caso di ipercolesterolemia? La risposta è sì, il baccalà può essere consumato anche da chi ha il colesterolo alto, ma con alcune precauzioni sulla quantità di sale e sulla modalità di cottura.

Baccalà e colesterolo: cosa sapere

Il baccalà deriva dal merluzzo bianco (Gadus morhua), un pesce naturalmente magro e ricco di proteine di alta qualità. La sua carne contiene pochissimi grassi saturi e una buona quantità di acidi grassi omega-3, utili per abbassare i trigliceridi e migliorare il rapporto tra colesterolo “buono” (HDL) e “cattivo” (LDL).

Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di baccalà apportano in media:

  • circa 17–20 g di proteine,
  • meno di 1 g di grassi,
  • una quota minima di colesterolo (intorno a 60–70 mg, simile ad altri pesci magri).

Questi valori lo rendono un alimento compatibile con le diete ipocolesterolemiche, purché venga consumato nel modo corretto.

Il vero rischio: l’ecesso di sale

Il principale limite del baccalà non è il colesterolo, ma il sodio. Essendo un pesce conservato sotto sale o essiccato, può contenere quantità molto elevate di cloruro di sodio. Un eccesso di sale, oltre a favorire la ritenzione idrica, può contribuire a innalzare la pressione arteriosa, condizione spesso associata al colesterolo alto.

Per questo motivo, chi soffre di ipercolesterolemia o ipertensione deve dissalare accuratamente il baccalà prima di cucinarlo. È consigliato:

  • lasciarlo in ammollo per almeno 48 ore, cambiando l’acqua ogni 6–8 ore;
  • evitare di aggiungere sale durante la preparazione;
  • preferire cotture leggere come vapore, forno o umido, con condimenti semplici.

Come cucinare il baccalà durante le feste

Per chi vuole portarlo in tavola a Natale o a Capodanno senza rinunciare alla salute bisogna preferire versioni al forno o al vapore, con pomodorini, olive e prezzemolo e accompagnarlo a verdure di stagione o legumi, che aiutano a ridurre l’assorbimento dei grassi.

Omega-3 e benefici cardiovascolari

Oltre al basso contenuto di grassi, il baccalà fornisce acidi grassi omega-3 in quantità moderate, sebbene inferiori a quelle di pesci più grassi come salmone o sgombro.
Gli omega-3 contribuiscono a:

  • ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue;
  • aumentare il colesterolo HDL (grassi buoni);
  • migliorare l’elasticità dei vasi sanguigni;
  • ridurre l’infiammazione sistemica, che favorisce l’aterosclerosi.

Per un effetto cardioprotettivo completo, è consigliato variare le fonti di pesce e consumarne almeno 2–3 porzioni a settimana.

Conclusione

Chi ha il colesterolo alto può mangiare il baccalà, a condizione che sia ben dissalato e cucinato in modo leggero. È un pesce nutriente, povero di grassi e con un buon contenuto di omega-3, ma il sale in eccesso rappresenta un rischio per chi soffre anche di ipertensione arteriosa o problemi renali.


L’ideale è inserirlo in una dieta bilanciata, ricca di verdure, cereali integrali e pesce fresco, seguendo sempre le indicazioni del proprio cardiologo fornite durante una visita cardiologica.

FAQ – Chi ha il colesterolo alto può mangiare il baccalà?

Il baccalà fa aumentare il colesterolo?
No: è un pesce magro, povero di grassi saturi e con omega-3 utili al profilo lipidico. L’attenzione va posta sul sodio della salagione, che può alzare la pressione.

Durante le feste di Natale posso mangiare il baccalà se ho il colesterolo alto?
Sì, ma con moderazione e attenzione alla preparazione. Il baccalà può restare nel menù natalizio se è ben dissalato, cotto al forno, al vapore o in umido e condito solo con olio extravergine d’oliva. Meglio limitare le versioni fritte o molto salate, tipiche delle festività, e bilanciare i pasti successivi con piatti leggeri.

Quanto spesso posso mangiare il baccalà?
Chi ha il colesterolo alto può consumare baccalà o altri pesci magri una o due volte a settimana, all’interno di una dieta equilibrata e povera di grassi saturi. Preparato in modo semplice e con poco sale, il baccalà può essere un ottimo alleato del cuore in tutte le stagioni, non solo a Natale.

Il baccalà fritto fa male?
Meglio limitarlo: la frittura aumenta grassi e calorie. Se proprio vuoi mangiare il baccalà fritto, specialmente durante le feste di Natale, opta per una porzione piccola (60–80 g), olio nuovo ben caldo, una sola frittura, e abbinalo a contorni di verdure. Evita nel resto del menù cibi molto salati (salumi, formaggi stagionati).


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Chi ha il colesterolo alto può mangiare il baccalà? – Fonti Bibliografiche

The effects of foods on LDL cholesterol levelsSchoeneck M, Iggman D. The effects of foods on LDL cholesterol levels: A systematic review of the accumulated evidence from systematic reviews and meta-analyses of randomized controlled trials. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2021 May 6;31(5):1325-1338. doi: 10.1016/j.numecd.2020.12.032. Epub 2021 Jan 16. PMID: 33762150.

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